Dalila's profileIs this the real life? ...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    July 01

    Il sonno della ragione genera mostri

    Goya rappresenta il mondo delle debolezze, della falsità, dell’ignoranza, dell’incapacità di riconoscere i propri difetti. Un mondo che rappresenta tutti gli uomini più o meno illustri, la Chiesa, i politici, con immagini che alludono all'anticlericalità ed alla sessualità. Ad esempio, il Capriccio n. 55 rappresenta una donna che si specchia e vede di sé un’immagine illusoria, non rendendosi conto della sua bruttezza e dello scherno degli astanti. Oppure il Capriccio n. 53 dal titolo "Che becco dorato", dove gli eruditi ascoltano a bocca aperta la lezione tenuta da un pappagallo, non rendendosi conto della ridicolaggine di colui che sta parlando, rappresentando così l’asservimento mentale all’autorità. Goya prende di mira la Spagna cattolica dell’assolutismo, dove era potente la macchina dell’Inquisizione e dove il popolo un po’ superficiale non si accorge dell’ingiustizia a cui è sottoposto. In quegli anni, infatti, in Spagna era nato una sorta di governo dittatoriale con a capo Godoy e con il benestare della regina Maria Luisa. E’ una lotta dell’artista stesso contro i vizi incorreggibili della società, una lotta contro le tenebre della superstizione. Forse il più celebre Capriccio è il n. 43, "Al sueño de la razon produce monstruos" ossia "Il sonno della ragione genera mostri". L’artista si rappresenta mentre è addormentato sul suo tavolo da lavoro con il capo raccolto fra le braccia, in mezzo a carboncini e disegni iniziati e affiorano dalla sua fantasia, che non è più controllata dalla ragione, mostri sottoforma di civette e gufi che incutono terrore e che sembra vogliano impadronirsi dell’artista - i demoni di Goya erano i demoni della sua società, che in fin dei conti non era molto differente dalla nostra. Sono demoni che si presentano ancora nell’uomo moderno, anche se magari in forme diverse; però ancora oggi, mentre si guardano i Caprichos, ci si accorge di quanto siano moderni e scioccanti.
    cia, in mezzo a carboncini e disegni iniziati e affiorano dalla sua fantasia, che non è più controllata dalla ragione, mostri sottoforma di civette e gufi che incutono terrore e che sembra vogliano impadronirsi dell’artista - i demoni di Goya erano i demoni della sua società, che in fin dei conti non era molto differente dalla nostra. Sono demoni che si presentano ancora nell’uomo moderno, anche se magari in forme diverse; però ancora oggi, mentre si guardano i Caprichos, ci si accorge di quanto siano moderni e scioccanti.